La storia del caso
L’omicidio di Eligia Ardita scosse Catania nel 2014. L’infermiera trentaduenne sparì il 23 settembre. Era incinta di sei mesi. Dopo giorni di ricerche, i carabinieri trovarono il corpo carbonizzato nelle campagne di Paternò. La Cassazione condannò in via definitiva Antonino Borgia, ex compagno della vittima, all’ergastolo.
Le indagini sull’omicidio di Eligia Ardita
Eligia Ardita lavorava al pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro. Il 23 settembre 2014 uscì di casa e non fece più ritorno. I familiari denunciarono subito la scomparsa. Inizialmente gli investigatori seguirono diverse piste. Tuttavia, i sospetti si concentrarono rapidamente su Antonino Borgia.
L’uomo era l’ex compagno della donna. Inoltre, si era opposto alla gravidanza. I carabinieri scoprirono tracce di sangue nella sua auto. Il 28 settembre un contadino trovò il corpo carbonizzato di Eligia nelle campagne di Paternò. Gli esami del medico legale confermarono che la vittima era stata uccisa con violenza. Successivamente era stata data alle fiamme per cancellare le prove.
Il processo e le condanne
La Procura di Catania contestò a Borgia l’omicidio volontario aggravato. L’accusa sostenne che l’uomo aveva ucciso Eligia Ardita perché non voleva diventare padre. Durante il processo emersero numerosi elementi a suo carico. Le analisi del DNA collegarono le tracce ematiche all’imputato. Inoltre, i tabulati telefonici smentirono il suo alibi.
Nel 2016 la Corte d’Assise di Catania condannò Borgia all’ergastolo. La Corte d’Assise d’Appello confermò la sentenza nel 2017. Infine, la Cassazione rese definitiva la condanna nel 2018. I giudici riconobbero le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. Peraltro, il delitto aveva spento due vite, quella di Eligia e del nascituro.
Risonanza mediatica e altri casi
Il caso commosse l’opinione pubblica per la particolare ferocia del delitto. La storia ricordò altri drammatici femminicidi avvenuti in Italia. Ad esempio, l’omicidio di Marta Russo scosse il Paese negli anni Novanta. Anche l’omicidio di Maria Chindamo rappresentò un caso di grande impatto mediatico. Le associazioni per i diritti delle donne citarono la vicenda di Eligia Ardita come esempio della violenza di genere. Contemporaneamente, il dibattito sul femminicidio acquisì maggiore rilevanza nel dibattito pubblico italiano.
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