Tra i misteri storici italiani più strani c’è il cervello di Mussolini. Dopo l’esecuzione del Duce il 28 aprile 1945 e l’esposizione in Piazzale Loreto, i suoi resti hanno seguito un percorso che pochi conoscono. In particolare, una parte del cervello fu rimossa per studi scientifici — e ancora oggi non è chiaro al 100% dove sia finita.
Cervello di Mussolini: l’autopsia di Milano (1945)
Il 30 aprile 1945, due giorni dopo la morte, il corpo di Mussolini fu sottoposto ad autopsia all’Istituto di Medicina Legale di Milano. La perizia fu condotta dal medico Cesare Generali. Tra le procedure standard di un’autopsia di personaggio storico, fu prelevato un frammento di tessuto cerebrale per analisi neurologiche successive. Tecnicamente nulla di inusuale per l’epoca.
La spedizione negli Stati Uniti
La parte controversa: una porzione del cervello di Mussolini sarebbe stata spedita negli Stati Uniti per analisi più approfondite. La richiesta venne dal governo americano: volevano capire se il “cervello di un dittatore” mostrasse anomalie neurologiche o psicologiche evidenti. Era un campo di studi attivo nell’immediato dopoguerra — anche cervelli di altri leader nazisti furono studiati.
I frammenti del cervello di Mussolini furono conservati al Walter Reed Army Medical Center di Washington. Per decenni la famiglia Mussolini ne chiese la restituzione. La voce Wikipedia di Mussolini riassume parte della cronologia post-morte.
Il ritorno parziale (1966)
Nel 1966 — 21 anni dopo la morte — gli Stati Uniti restituirono alla famiglia Mussolini alcuni frammenti del cervello in occasione di una visita ufficiale italiana negli USA. Furono accettati dalla vedova Rachele e tumulati nella cripta di famiglia a Predappio. Ma non tutto fu restituito: una parte rimane (a quanto risulta dai documenti pubblici) negli archivi medici americani. Quale percentuale esatta? Difficile saperlo.
Cosa rivelarono le analisi
Le analisi neurologiche sul cervello di Mussolini non rivelarono nulla di particolare: nessun tumore, nessuna malformazione evidente, nessun segno di sifilide (teoria a lungo discussa). Era un cervello “normale” anatomicamente. Nessuna conclusione scientifica significativa.
Le tesi su altre parti del corpo
Lo stesso percorso fu seguito per altri frammenti corporei di Mussolini: campioni di sangue, capelli, tessuto epatico. Vari medici e laboratori italiani conservarono campioni “a scopo storico-scientifico”. Negli anni 2010 alcuni di questi reperti vennero messi all’asta su eBay, scatenando polemiche. L’Italia ne vietò la commercializzazione. Il mistero del cervello di Mussolini è solo una parte di una saga più ampia sui resti del Duce.
Altri misteri del Novecento italiano nella sezione dedicata.
