La storia del caso
L’omicidio di Luca Sacchi scosse Roma nell’ottobre 2019. Il personal trainer di ventiquattro anni fu colpito alla testa con un colpo di pistola. L’agguato avvenne davanti a un pub nel quartiere Colli Albani. Inizialmente sembrò una rapina finita male. Tuttavia, le indagini rivelarono una trattativa per l’acquisto di quindici chili di marijuana. La Cassazione condannò due giovani all’ergastolo.
Le indagini sull’omicidio di Luca Sacchi
La sera del 23 ottobre 2019 Luca Sacchi uscì con la fidanzata Anastasiya Kylemnyk. I due raggiunsero il pub John Cabot in via Mommsen. Intanto, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino li attendevano per concludere un affare. Secondo gli inquirenti, la coppia voleva acquistare droga per settantamila euro. La ragazza portava i soldi nello zaino.
Durante l’incontro scoppiò una colluttazione. Pirino colpì Anastasiya alla testa con una mazza da baseball. Del Grosso estrasse una pistola calibro 38. Poi sparò a Luca Sacchi, che morì poco dopo in ospedale. I carabinieri arrestarono i due aggressori nei giorni successivi. Inoltre, sequestrarono l’arma del delitto e la droga destinata alla compravendita.
Il processo e le condanne
Il processo si aprì nel 2020 presso la Corte d’Assise di Roma. L’accusa contestò a Del Grosso e Pirino l’omicidio volontario aggravato. La difesa tentò di sostenere la tesi della rapina improvvisata. Tuttavia, le intercettazioni dimostrarono la premeditazione e l’esistenza della trattativa. In primo grado i giudici condannarono entrambi all’ergastolo. La Corte d’Appello confermò la sentenza nel 2022.
La Cassazione rese definitiva la condanna nel 2023. Peraltro, il collegio respinse tutti i ricorsi presentati dalle difese. Del Grosso e Pirino scontano ora l’ergastolo. Anastasiya Kylemnyk, inizialmente imputata per concorso in omicidio, fu assolta in via definitiva. I giudici esclusero che la ragazza conoscesse i piani dei due aggressori.
Reazioni e dibattito pubblico
L’omicidio suscitò grande commozione a Roma e in tutta Italia. I genitori di Luca denunciarono il contesto di criminalità giovanile legata allo spaccio. Inoltre, il caso evidenziò il ruolo della droga nelle dinamiche di violenza urbana. Diversi commentatori paragonarono la vicenda ad altri delitti romani che coinvolsero giovani. Il dibattito si concentrò anche sul rapporto tra Luca e Anastasiya. Alcuni media sollevarono dubbi sulla reale conoscenza dei fatti da parte della ragazza. Infine, la sentenza definitiva chiuse ogni interrogativo giudiziario. Luca Sacchi rimane simbolo di una violenza assurda, come nei casi più drammatici della cronaca nera italiana. Le agenzie di stampa seguirono ogni passaggio processuale con grande attenzione.
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