La storia del caso
L’omicidio di Desirée Mariottini scosse l’Italia nel 2018. La sedicenne di Cisterna di Latina scomparve il 18 ottobre. Il giorno dopo trovarono il corpo in un palazzo abbandonato di via dei Lucani, quartiere San Lorenzo di Roma. Quattro uomini finirono sotto processo. La Corte d’Assise condannò tutti all’ergastolo nel 2021.
Le indagini sul caso Desirée Mariottini
Desirée Mariottini arrivò a Roma la sera del 18 ottobre 2018. La ragazza frequentava da tempo il quartiere San Lorenzo. Alcuni testimoni la videro con quattro stranieri. Il mattino seguente un residente scoprì il cadavere in uno stabile occupato. Inizialmente gli inquirenti ipotizzarono un’overdose. Tuttavia l’autopsia rivelò tracce di violenza sessuale. Le analisi tossicologiche evidenziarono un cocktail di droghe letale.
Gli investigatori identificarono rapidamente quattro sospetti. Mamadou Gara, senegalese di 27 anni, fu il primo arrestato. Poi la Polizia fermò Brian Minteh, gambiano di 43 anni. Successivamente arrestarono Alinno Chima, nigeriano di 45 anni, e Yusif Salia, ghanese di 25 anni. Le intercettazioni ambientali e i video delle telecamere incastrarono gli imputati. Inoltre le perizie confermarono la presenza di DNA compatibile con gli accusati. La Procura contestò omicidio volontario aggravato, violenza sessuale di gruppo e cessione di stupefacenti.
Il processo e le condanne
Il processo iniziò nel 2019 davanti alla Corte d’Assise di Roma. I PM ricostruirono le ultime ore di Desirée Mariottini. Secondo l’accusa i quattro uomini la attirarono nel palazzo abbandonato. La drogarono con metadone e altri stupefacenti. Poi abusarono sessualmente della sedicenne. Infine la abbandonarono morente senza chiamare soccorsi. La difesa tentò di ridurre le responsabilità individuali. Tuttavia le prove risultarono schiaccianti.
Nel maggio 2021 la Corte d’Assise condannò tutti e quattro all’ergastolo. I giudici accolsero integralmente la ricostruzione dell’accusa. Gara e Chima ricevettero anche l’isolamento diurno per un anno. Minteh e Salia subirono pene accessorie. In seguito la Corte d’Appello confermò le condanne nel 2022. La Cassazione rese definitive le sentenze nel 2023. Il caso ricevette ampia copertura mediatica. Molti lo accostarono ad altri episodi di cronaca nera, come l’omicidio di Willy Monteiro Duarte e l’omicidio di Annalisa Durante.
Reazioni e dibattito pubblico
La morte di Desirée Mariottini suscitò indignazione nazionale. Diverse associazioni denunciarono il degrado del quartiere San Lorenzo. Inoltre il caso riaccese il dibattito su minori fragili e dipendenze. Il Comune di Roma promise interventi sugli edifici occupati. Peraltro la vicenda fu oggetto di approfondimenti su Wikipedia. Le cronache giudiziarie documentarono ogni fase processuale. La famiglia della vittima chiese giustizia attraverso ANSA e altri media. La sentenza definitiva chiuse un capitolo doloroso. Tuttavia il ricordo della sedicenne rimane vivo.
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