La storia del caso
La scomparsa di Guerrina Piscaglia, cinquantenne di Cà Raffaello, sconvolse l’Appennino toscano nel 2014. La donna sparì il primo maggio da Badia Tedalda, in provincia di Arezzo. Le ricerche durarono mesi senza esito. La Cassazione condannò padre Gratien Alabi, parroco del paese, all’ergastolo nel 2018. Il corpo di Guerrina Piscaglia non fu mai ritrovato.
Le indagini sul caso Guerrina Piscaglia
Inizialmente le ricerche si concentrarono sui boschi circostanti. Tuttavia, nessuna traccia emerse nelle prime settimane. Gli investigatori interrogarono familiari e conoscenti della vittima. Inoltre, analizzarono i tabulati telefonici e i movimenti del primo maggio. Padre Alabi, sacerdote congolese della parrocchia locale, risultò l’ultima persona ad aver visto Guerrina. Dopo settimane di indagini, i carabinieri lo iscrissero nel registro degli indagati. Le intercettazioni rivelarono discordanze nelle sue dichiarazioni. Perciò, la Procura di Arezzo lo accusò di omicidio.
Il processo a padre Alabi
Il processo iniziò a Arezzo nel 2016. Secondo l’accusa, il parroco uccise Guerrina Piscaglia dopo una relazione sentimentale. La difesa negò sempre ogni addebito. Tuttavia, le perizie evidenziarono tracce ematiche nell’auto del sacerdote. Inoltre, testimoni raccontarono di un legame particolare tra i due. Nel maggio 2016, la Corte d’Assise condannò Alabi all’ergastolo. Successivamente, la Corte d’Appello confermò la sentenza nel 2017. Infine, la Cassazione rese definitiva la condanna nel febbraio 2018. Il verdetto definitivo chiuse ogni grado di giudizio.
Il caso irrisolto del corpo scomparso
Il corpo di Guerrina Piscaglia resta ancora disperso. Nonostante numerose ricerche, i soccorsi non trovarono alcun resto. Anche dopo la condanna, Alabi non rivelò nulla sulla sorte della vittima. Intanto, la comunità di Badia Tedalda rimase divisa sul caso. Alcuni abitanti continuano a sostenere l’innocenza del sacerdote. Altri invece ritengono la giustizia abbia fatto il suo corso. Il caso ricorda altre vicende irrisolte come l’omicidio di Chiara Insidioso e quello di Giulia Tramontano. La vicenda continua a sollevare interrogativi sulla dinamica del delitto.
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