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Alfredino Rampi

21 Maggio 2026 3 min di lettura
Alfredino Rampi

La tragedia di Vermicino, nel giugno 1981, è uno degli eventi che hanno definito l’Italia moderna. Per oltre 60 ore consecutive l’intera nazione restò incollata davanti alla televisione, sperando in un epilogo che non arrivò mai. La storia di Alfredino Rampi e di quel pozzo nella campagna laziale è ancora oggi un caso di studio nelle scuole di giornalismo italiane.

Tragedia di Vermicino: i fatti del 10 giugno 1981

Una località a sud-est di Roma, Vermicino, in provincia di Frascati. Sera di mercoledì 10 giugno. Un bambino di 6 anni, Alfredo “Alfredino” Rampi, mentre giocava nei campi vicino casa, cadde in un pozzo artesiano non segnalato. Il pozzo aveva un diametro di soli 28 centimetri e una profondità di circa 60 metri. Il bambino si fermò in una strozzatura intorno ai 36 metri di profondità.

I tentativi di soccorso

Per 60 ore, ininterrottamente, vigili del fuoco, speleologi, minatori, volontari tentarono il recupero. I tentativi furono inenarrabili tecnicamente:

  • Scavarono un secondo pozzo parallelo
  • Calarono speleologi a testa in giù
  • Provarono con tutte le tecniche dell’epoca

La tragedia di Vermicino si concluse il 13 giugno: i soccorritori non riuscirono a salvare Alfredino. La morte fu poi attribuita a complicazioni dovute alla posizione bloccata.

L’Italia in diretta TV

La cosa che rese la tragedia di Vermicino un fenomeno mediatico unico fu la copertura televisiva. La Rai trasmise in diretta ininterrotta per 18 ore consecutive — un record assoluto. Oltre 28 milioni di italiani — più della metà della popolazione — seguirono i tentativi di soccorso in TV. Era la prima volta che una vicenda di cronaca veniva raccontata “in tempo reale” con questa intensità. Per i dettagli storici, la voce Wikipedia di Alfredo Rampi raccoglie cronologia e fonti.

Cosa è cambiato dopo Vermicino

La tragedia di Vermicino ha cambiato l’Italia in tre modi:

  1. Sicurezza dei pozzi: legge nazionale del 1982 impone la chiusura immediata di tutti i pozzi non utilizzati
  2. Protezione civile: l’episodio mostrò le falle del sistema soccorsi. Nel 1992 nacque il Dipartimento di Protezione Civile come lo conosciamo oggi
  3. Giornalismo televisivo: la “diretta della tragedia” come format si è cristallizzata, con tutti i suoi rischi etici. Oggi le scuole di giornalismo studiano Vermicino come caso di studio

La memoria di Alfredino

La madre di Alfredino, Franca Rampi, ha dedicato il resto della propria vita alla “Fondazione Alfredo Rampi”, attiva ancora oggi nella prevenzione e nell’assistenza psicologica ai bambini coinvolti in eventi traumatici. La tragedia di Vermicino è diventata, in modo doloroso, motore di cambiamento collettivo.

Altri casi di cronaca italiana che hanno fatto la storia mediatica del Paese.

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