La storia del caso
La vicenda di Donato Bilancia sconvolse l’Italia tra l’ottobre 1997 e l’aprile 1998. Il serial killer uccise diciassette persone tra Liguria e Piemonte. Gli investigatori arrestarono Bilancia il 6 maggio 1998. La Corte d’Assise di Genova lo condannò all’ergastolo nel 2000. La Cassazione confermò la sentenza definitiva nel 2001.
Le indagini sul caso Donato Bilancia
Inizialmente le forze dell’ordine brancolarono nel buio. I delitti sembravano scollegati tra loro. Tuttavia, l’analisi balistica rivelò un collegamento decisivo. Infatti, la stessa pistola calibro 38 era stata usata in diversi omicidi. Gli inquirenti capirono di essere di fronte a un serial killer. Inoltre, i testimoni fornirono descrizioni simili dell’assassino. Le vittime includevano gioiellieri, tassisti, prostitute e giocatori d’azzardo.
Bilancia iniziò la sua serie di omicidi uccidendo il cognato Giorgio Centanaro. Poi sterminò due coniugi, Maurizio e Maria Luigia Parenti, nel loro negozio. Successivamente colpì autisti di taxi e prostitute lungo la riviera ligure. Durante gli ultimi delitti, Bilancia uccise quattro persone su un treno tra Liguria e Piemonte. Le indagini si concentrarono sugli ambienti del gioco d’azzardo. Infine, un’intercettazione telefonica permise di identificare il killer.
Il processo e la condanna
Donato Bilancia confessò tutti i diciassette omicidi dopo l’arresto. Tuttavia, ritrattò parzialmente durante il dibattimento. Il processo si svolse presso la Corte d’Assise di Genova. I giudici ascoltarono decine di testimoni e periti. La difesa tentò di far valere l’infermità mentale. Peraltro, le perizie psichiatriche esclusero qualsiasi incapacità di intendere e volere. La Corte riconobbe la piena capacità di intendere di Bilancia.
Sentenze e detenzione
Nel marzo 2000 la Corte d’Assise condannò Bilancia all’ergastolo con isolamento diurno. La Corte d’Appello confermò la sentenza nel 2001. Di conseguenza, la Cassazione rese definitiva la condanna nello stesso anno. Bilancia scontò la pena nel carcere di Padova in regime di massima sicurezza. Morì nel dicembre 2020 per un infarto, all’età di 69 anni. La sua vicenda resta uno dei casi più gravi di omicidio seriale nella storia italiana. Altri casi di cronaca nera, come l’omicidio di Luca Varani, hanno successivamente colpito l’opinione pubblica nazionale.
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