La storia del caso
Il Samuele Lorenzi, tre anni, morì il 30 gennaio 2002 nella villetta di famiglia a Cogne. Qualcuno colpì il bambino con un oggetto contundente mentre dormiva. La madre Annamaria Franzoni chiamò i soccorsi. Tuttavia, le indagini si concentrarono subito su di lei. Dopo un lungo processo, la Cassazione condannò la Franzoni a sedici anni di carcere nel 2008.
Le indagini sul caso Samuele Lorenzi
Inizialmente gli inquirenti ipotizzarono l’irruzione di un estraneo. Le porte della villetta erano aperte. Nessun segno di effrazione risultava evidente. Inoltre, il marito Stefano Lorenzi era già uscito per andare al lavoro. Dunque, solo Annamaria Franzoni e i due figli si trovavano in casa.
Le perizie ematiche rivelarono dettagli contraddittori nelle dichiarazioni della donna. Tracce di sangue erano presenti sui suoi indumenti. Anche il tragitto descritto da lei non coincideva con le evidenze. Di conseguenza, i carabinieri la iscrissero nel registro degli indagati. Il caso generò un’enorme attenzione mediatica, cambiando il modo di raccontare la cronaca nera in Italia.
Il processo
Il primo grado si celebrò ad Aosta nel 2004. La Corte condannò Annamaria Franzoni a trent’anni di reclusione. La difesa ricorse in appello. Nel 2005 la Corte d’Appello ridusse la pena a sedici anni. Successivamente, la Cassazione confermò la sentenza nel 2008.
La Franzoni scontò la condanna in regime di semilibertà. Nel 2014 ottenne l’affidamento ai servizi sociali. Infine, nel 2019 terminò di scontare la pena. La vicenda rimane uno dei casi più discussi della cronaca italiana, paragonabile per risonanza a eventi come l’omicidio di Serena Mollicone e l’omicidio di Nada Cella.
Reazioni e dibattito pubblico
Il delitto di Cogne divise l’opinione pubblica. Molti ritenevano la Franzoni innocente. Altri credevano nella sua colpevolezza. Le trasmissioni televisive dedicarono centinaia di ore al caso. Peraltro, esperti e giornalisti dibatterono ogni dettaglio processuale. Il caso influenzò profondamente il rapporto tra giustizia e media in Italia. A distanza di oltre vent’anni, la morte di Samuele Lorenzi resta impressa nella memoria collettiva.
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