Curiosità

Buco più profondo della terra

21 Maggio 2026 2 min di lettura
Buco più profondo della terra

Il buco più profondo della Terra non è una caverna naturale. È un foro tecnologico scavato dai sovietici in piena guerra fredda, in mezzo alla taiga della penisola di Kola. Si chiama Fossa Superprofonda di Kola e con i suoi 12.262 metri detiene un record che non è mai stato battuto, malgrado 35 anni di tecnologia successiva.

Il buco più profondo della terra: l’origine

Tutto nasce dalla guerra fredda. Negli anni ’60 USA e URSS si sfidavano in tutti i campi della scienza. Gli americani avevano provato a perforare l’oceano (il “Project Mohole”) fallendo. I sovietici decisero allora di puntare alla crosta continentale, nell’estremo nord della Russia europea. Inizio dei lavori: 24 maggio 1970. Era un progetto di pura ricerca scientifica: capire la composizione interna della Terra.

Il record raggiunto

Dopo 19 anni di lavoro continuo, il 6 giugno 1989 il buco più profondo della terra arrivò a 12.262 metri. Per dare un’idea: il Monte Everest si fermerebbe sotto la superficie. Il livello più profondo dell’oceano (Fossa delle Marianne) è 11.034 metri. Kola le supera tutte. Per la cronologia tecnica completa, la voce Wikipedia è dettagliata.

Perché fu fermato

I sovietici contavano di arrivare a 15.000 metri. Non ci riuscirono. Il problema? La temperatura. A 12 km di profondità avevano previsto 100°C circa. Trovarono 180°C. La roccia a quella temperatura non si comporta come solida né liquida: è viscosa, come plastica calda. Le trivelle si deformavano. I costi schizzarono. Quando l’URSS collassò nel 1991, il progetto fu lasciato in stallo. Definitivamente chiuso nel 2008.

Cosa è stato scoperto

Il buco più profondo della terra ha rivelato cose inattese:

  • L’acqua trovata a 7 km di profondità (molti dubitavano che esistesse)
  • Fossili microscopici a 6,7 km — vita di 2 miliardi di anni fa
  • Idrogeno gassoso a 12 km, in quantità imprevista (proviene da reazioni chimiche profonde)
  • Nessun “discontinuità di Conrad” (cambio di strato roccioso) che la teoria sismica aveva ipotizzato — la teoria fu rivista

La “leggenda dell’inferno”

Negli anni ’90 girò una leggenda metropolitana: i sovietici avrebbero registrato “le urla dell’Inferno” dal fondo del pozzo, e per questo avrebbero abbandonato il progetto. Falsa: la registrazione era un loop di una colonna sonora horror italiana del 1972 (“Baron Blood”). Lo stesso direttore del progetto, David Huberman, ha demistificato la storia in interviste.

Altri record incredibili della scienza nella nostra sezione Curiosità.

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