Spagna disabitata: chi attraversa in treno la meseta tra Madrid e Saragozza, può viaggiare ore senza incontrare un villaggio. Eppure la Spagna ha quasi 49 milioni di abitanti. Come è possibile? Il paese soffre di una delle distribuzioni demografiche più squilibrate d’Europa: la cosiddetta España vaciada, la “Spagna svuotata”.
I numeri della Spagna disabitata
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (INE), oltre il 70% del territorio nazionale ha una densità inferiore a 25 abitanti per chilometro quadrato — soglia che l’UE definisce di “deserto demografico”. Per confronto, l’Italia ha quasi 200 ab/km² mediamente, la Francia 122.
Province come Soria, Teruel, Cuenca hanno densità più basse della Lapponia svedese. Eppure Madrid e Barcellona insieme superano i 10 milioni di abitanti. Tutta la Spagna disabitata sta nell’interno; le coste e le grandi città concentrano la popolazione.
Perché si è svuotata
Tre cause storiche convergenti hanno creato la Spagna disabitata:
1. La Reconquista e il latifondo
Tra l’XI e il XV secolo, la Reconquista cristiana ridusse le popolazioni musulmane interne. Le terre furono assegnate a pochi grandi proprietari nobili — il latifondo — che le sfruttavano con poca manodopera. Niente villaggi diffusi: solo cortijos isolati.
2. L’emigrazione del Novecento
Tra il 1950 e il 1975 si stima che 5 milioni di spagnoli abbiano abbandonato i villaggi interni per andare a Madrid, Barcellona o all’estero (Germania, Svizzera, Francia). Cercavano lavoro nell’industria. Il franchismo non investì mai seriamente sulle aree rurali.
3. La concentrazione dei servizi
Negli ultimi 30 anni, ospedali, scuole, banche hanno chiuso nei piccoli centri. Quando un villaggio perde la scuola elementare, le famiglie giovani se ne vanno. È un effetto domino documentato per la “España vaciada”.
Le conseguenze politiche
Dalla Spagna disabitata sono nati partiti politici dedicati: España Vaciada, Teruel Existe. Eleggono deputati a Madrid per chiedere infrastrutture e servizi. Il problema è strutturale: senza giovani che restano, anche con fondi statali i villaggi non si ripopolano.
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